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Intervista a Felice Belisario, Capogruppo di Italia dei Valori al Senato

A margine del convegno organizzato al Maschio Angioino dalla Coalizione italiana contro la pena di morte, abbiamo raccolto alcune impressioni del Senatore Idv, Felice Belisario. Il capogruppo di Italia dei Valori al Senato ha risposto a domande sul tema del convegno ma anche sulla svolta laica che de Magistris sta provando a imprimere a Napoli e sulla situazione delle carceri italiane.

Senatore Belisario, cosa vuole significare la sua presenza a questo convegno contro la pena di morte?

"Come cattolico sono contrario alla pena di morte in tutte le sue forme, anche per il semplice principio dell’ "ama il prossimo tuo come te stesso". Questa frase di Cristo rappresenta un concetto di laicità e profondità sotto tutte le latitudini".

Quali passi avanti sono stati fatti secondo lei negli ultimi anni, soprattutto dopo la moratoria caldeggiata da Pannella e dal Governo Prodi?

"Da cittadino riconosco l’azione dei radicali ma anche di tante associazione laiche e cattoliche che da sempre si battono per l’abolizione della pena capitale. Le dirò tuttavia che la moratoria non mi convince come soluzione, dal momento che bisogna passare all’abolizione di questa pratica a dir poco obsoleta. Consideri anche che Amnesty International ha inserito nella sua black list, paesi del calibro di Usa, Cina e Iran ma per motivi geopolitici nessuno fa reali pressioni affinché questi paesi abbandonino il ricorso al boia".

Cosa pensa della situazione carceraria italiana e della lotta per l’amnistia?

"Sono totalmente contrario all’amnistia. Piuttosto si proceda a depenalizzare alcuni reati modificando le leggi in materia di droga e di immigrazione".

Cosa pensa del "fu" decreto Alfano, che si proponeva di far scontare automaticamente ai domiciliari i reati o le pene residue inferiori a un anno di reclusione?

"Non mi convince quell’"automaticamente". Piuttosto sarei favorevole a una valutazione singola delle varie fattispecie di reato, ma non generalizzerei troppo".

Siamo a Napoli, città che sta vivendo un periodo di cambiamento impresso da de Magistris. Ora la svolta si annuncia nel segno della laicità con l’introduzione di registri per testamenti biologici e coppie di fatto. Che opinione ha in materia?

"Le rispondo sia come cittadino che come cattolico e le posso dire che sono assolutamente favorevole. Anzi considero il Ddl Calabrò - quello allo studio del Parlamento che dovrebbe regolare il testamento biologico - una bruttura, perfino peggiorativo rispetto alla prima stesura, risalente al caso Englaro. Il Ddl Calabrò è una legge da stato etico e da cattolico le dico che sono contrario a leggi di questo tipo".

Eppure in questo paese si tende a parlare del mondo cattolico quasi come un monolite oscurantista, anche ascoltando voci che si ergono a suoi rappresentanti.

"Distinguerei fra cattolici e bigotti. Io sono un cattolico, chi sostiene la legge Calabrò o principi oscurantisti in nome della fede, è solo un bigotto".

Fabrizio Ferrante

epressonline, mercoledì 30 novembre 2011 23.01.28

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